RIPARAZIONE DEL DANNO NEL SISTEMA NERVOSO CENTRALE:
RIGENERAZIONE ASSONALE E SOSTITUZIONE CELLULARE
Le lesioni del sistema nervoso indotte da traumatismi, malattie
cardiovascolari o patologie degenerative hanno un enorme impatto economico e
sociale che aumenta progressivamente di anno in anno. Nei paesi industrializzati,
le lesioni traumatiche del sistema nervoso centrale rappresentano oggi la maggior
causa di morte o invalidità permanente nella popolazione al di sotto dei 35
anni. Negli stessi paesi, l’aumento dell’aspettativa di vita ha prodotto un
notevole incremento della prevalenza di malattie neurodegenerative, come il
morbo di Parkinson, la sclerosi laterale amiotrofica, la corea di Huntington,
la malattia di Alzheimer, le malattie demielinizzanti, che colpiscono principalmente
le fasce di popolazione più anziana. Per la gran parte di queste patologie non
esiste oggi alcun trattamento capace di arrestare il decorso della malattia
o di promuovere la riparazione dei danni derivati.
Un’efficace recupero funzionale in seguito ad una lesione cerebrale richiede
la ricostruzione dei circuiti nervosi interrotti attraverso la rigenerazione
dei prolungamenti assonali e la sostituzione delle cellule degenerate. Il sistema
nervoso centrale è quasi del tutto incapace di ripararsi spontaneamente, ed
i difetti funzionali prodotti da una lesione cerebrale sono spesso permanenti.
Da diversi anni il nostro gruppo di ricerca studia alcuni meccanismi biologici
alla base dei processi degenerativi e riparativi del sistema nervoso centrale.
Una parte della nostra ricerca è diretta a chiarire le interazioni cellulari
e molecolari che regolano l’accrescimento e la rigenerazione dei processi nervosi.
In particolare, stiamo studiando il ruolo svolto da una serie di proteine, presenti
nella mielina del sistema nervoso centrale, che esercitano un’azione inibitrice
sulla crescita dei processi nervosi. E’ possibile neutralizzare l’attività inibitoria
di queste molecole e, in tal modo, favorire la ricrescita di assoni danneggiati.
Tuttavia, queste proteine svolgono anche un’importante funzione fisiologica,
prevenendo la crescita aberrante dei processi nervosi, che potrebbe indurre
disfunzioni di vario genere, quali sindromi dolorose o crisi epilettiche. Il
nostro lavoro è quindi diretto a studiare la funzione di queste proteine per
mettere a punto strategie che consentano di favorire i processi rigenerativi,
evitando effetti collaterali indesiderati.
La seconda linea di ricerca è invece dedicata a studiare i meccanismi che permettono
l’integrazione di nuove cellule trapiantate nei circuiti nervosi. I trapianti
di cellule staminali o di cellule derivate dal sistema nervoso centrale embrionale
rappresentano una delle più promettenti prospettivve per la riparazione di lesioni
cerebrali. Tuttavia, per sviluppare protocolli applicativi realmente efficaci
è necessario comprendere a fondo le interazioni che permettono l’integrazione
delle cellule trapiantate all’interno del tessuto ricevente. Infatti, dato che
non è possibile trapiantare cellule nervose adulte, è necessario utilizzare
elementi immaturi che devono essere capaci di differenziarsi all’interno dell’ambiente
cerebrale adulto. Questo processo avviene solo attraverso complesse interazioni
fra cellule donatrici e cellule dell’ospite che dovrebbero portare alla riparazione
dei circuiti danneggiati. Tuttavia, è necessario comprendere a fondo le capacità
del cervello adulto di incorporare, in maniera specifica, nuovi elementi in
modo da produrre un recupero funzionale efficace. Nel nostro laboratorio, studiamo
alcuni meccanismi che regolano la sopravvivenza e lo sviluppo di diversi tipi
di cellule donatrici trapiantate in modelli sperimentali di malattie degenerative
o lesioni traumatiche del sistema nervoso. Il nostro scopo principale è quello
di definire le reali capacità del cervello adulto di integrare nuove cellule
nervose e di mettere a punto strategie che possano incrementare l’efficacia
terapeutica del trapianto.
Il gruppo di ricerca è formato da:
Pubblicazioni principali.
Zagrebelsky M., Buffo A., Skerra A., Schwab M., Strata P.,
Rossi F. Retrograde regulation of growth-associated gene expression in adult
rat Purkinje cells by myelin-associated neurite growth inhibitory proteins.
J Neurosci 18:7912-7929,1998
Buffo A., Zagrebelsky M., Huber A., Skerra A., Schwab ME., Strata P., Rossi
F. Application of neutralising antibodies against NI-35/250 myelin-associated
neurite growth inhibitory proteins to the adult rat cerebellum induces sprouting
of uninjured Purkinje cell axons. J Neurosci 20: 2275-2286, 2000
Rossi F, Cattaneo E Neural stem cell therapy for neurological diseases: dreams
and reality. Nat Rev Neurosci 3:401-409, 2002
Carletti B., Grimaldi P., Magrassi L., Rossi F. Specification of cerebellar
progenitors following heterotopic/heterochronic transplantation to the embryonic
CNS in vivo and in vitro. J Neurosci 22:7132-7146, 2002
Gianola S., Savio T., Schwab M., Rossi F. Cell-autonomous mechanisms and myelin-associated
factors contribute to the development of Purkinje axon intracortical plexus
in rat cerebellum. J Neurosci 23:4613-4624, 2003